L'imprenditore Carlo Kechler. Seconda Parte

CARLO KECHLER – Seconda Parte

Il motto di Carlo Kechler “volere è potere”, lo rese concreto con le sue capacità manageriali tramite le quali fu artefice e gestore di una grande varietà di imprese, oltre a dedicare un notevole impegno civile e sociale a favore della crescita del Friuli, sia prima che dopo l’annessione al Regno d’Italia.

Fu infatti Consigliere comunale, Assessore provinciale, Consigliere e Presidente della Camera di Commercio di Udine, Consigliere della Associazione Agraria e Fondatore del Club Alpino di Tolmezzo, poi diventato Società Alpina Friulana di cui mantenne la Vice Presidenza, nonché propugnatore e Consigliere Esecutivo del canale Ledra, opera di fondamentale importanza per l’irrigazione delle terre friulane.

Acceso irredentista, nel 1861 fu rinchiuso nelle carceri di Olmutz, in Moravia, per aver contribuito ad innescare le manifestazioni di giubilo popolare alla notizia dell’apertura del primo parlamento italiano.

Assieme alla moglie Angiola Chiozza, da lui sposata nel 1854, si dedicò al supporto di opere benefiche con parte del suo grande capitale, soprattutto a favore dell’infanzia orfana, oltre a creare colonie alpine per i fanciulli bisognosi.